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Elezioni Presidenziali in Egitto, Politica Egiziana


Il popolo decide!
Per la prima volta, e da quasi 130 anni, il popolo egiziano è andato a votare per scegliere il suo presidente per i 4 anni dopo Mubarak e dopo la benedetta rivoluzione di 25 gennaio. 13 candidati hanno già deciso di far parte della gara elettorale, i più noti sono: Amr Moussa (Segretario della Lega Araba per quasi 10 anni, ex ministro degli esteri all’era di Mubarak per ancora 10 anni ), Ahmed Shafiq ( ex premier durante il periodo della rivoluzione quando è accaduto la battaglia del “Cammello”), Mohamed Morsi ( Candidato dei Fratelli Musulmani al posto di Khayrat El Shater già escluso ), Abo El Fottouh ( ex membro al movimento dei Fratelli Musulmani e presidente della rinuione araba dei medici dal 2004), Hamdeen Sabahi ( ex presidente del partito El Karama, noto per il suo atteggiamento nasseriano modernizzato) e viene da lontano Khaled Ali ( candidato rivulozionario che tutti lo vedono come presidente ma tra 8 anni).
Il primo giorno delle elezioni :
L’alta commissione delle elezioni presidenziali hanno annunciato che il processo elettorale dura per 12 ore, dalle 08:00 di mattina e fino alle 20:00 di sera. Dato che fa caldissimo in Egitto (tipo 34°), alcuni egiziani hanno preferito di andare prestissimo per evitare il calore soffocante, e gli altri sono andati verso le 17:00 per lo stesso motivo. Un’osservazione tanto nota è il grande numero delle donne egiziane cha facevano parte del processo elettorale. Anziani, giovani, ragazzi, ragazze e donne tutti in fila non per il pane ma per participare al processo democratico più grande da tantissimo tempo in Egitto.
Il secondo giorno delle elezioni :
Si vede senza dubbio che il numero dei participanti al primo giorno era più di quello al secondo giorno. La maggior parte degli egiziani hanno preferito di votare al primo giorno per godersi del “day off” permesso dal governo per il secondo giorno in modo che tutti possano participare alle elezioni. La cosa strana è seguendo le notizie alla tv, tutti i rappresentanti dei candidati dicono che il loro candidato è già al primo posto. Comunque stiamo aspettando i risultati finali per vedere chi sarà il nuovo presidente.
Vi scriviamo dopo per farvi sapere come sono andati i risultati finali. Speriamo bene J
Eslam Medhat

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Parlamento Egiziano, Politica Egiziana, Salafiti in Egitto - Memphis Tours Egitto

Egitto, parlamentare ultraconservatore 

si fa la plastica al naso: costretto a dimettersi

Il deputato aveva sostenuto di aver subito un'aggressione.
L'atto «impuro» rivelato dal chirurgo di una nota clinica

MILANO - «Nasogate» nel Parlamento dei barbuti: dopo essere stato sorpreso a mentire su un’operazione di chirurgia plastica al naso, un deputato egiziano ultraconservatore è stato costretto a lasciare il suo seggio.
LA VERSIONE DEL SALAFITA - Può un deputato egiziano farsi ridurre segretamente il naso? E, per aver mentito sull’operazione di chirurgia, perdere il suo mandato parlamentare? Queste sono alcune domande che agitano in questi giorni il mondo politico in Egitto. I media del Paese riferiscono che il Partito della luce, la formazione politica degli estremisti islamici salafiti, ha avviato un procedimento di espulsione contro uno dei propri membri, il parlamentare Anwar al-Balkimy. Poco dopo, al-Balkimy ha comunicato di rinunciare al suo seggio in Parlamento. Cos’è accaduto? La scorsa settimana il parlamentare salafita aveva sostenuto di essere rimasto vittima di un’aggressione a scopo di rapina mentre si trovava sull'autostrada che collega il Cairo ad Alessandria. Al procuratore ha raccontato di cinque uomini armati e mascherati che avrebbero dapprima fermato la sua auto, poi l'avrebbero pestato, rotto il naso e infine derubato di 100.000 sterline egiziane (circa 12.500 euro).
RINOPLASTICA - Fin qui tutto bene. In un primo momento nessuno ha messo in dubbio quella deposizione. Anche perché il suo naso sembrava effettivamente ridotto male e inoltre - dopo la caduta del presidente Mubarak l'anno scorso - i casi di rapine e assalti alle auto sulle strade provinciali sono saliti in maniera preoccupante. Oltre a ciò, a inizio marzo al-Balkimy si era mostrato in pubblico con una vistosa fasciatura al volto che ricopriva il naso. Tuttavia, l’intera vicenda è diventata ben presto molto imbarazzante, per il deputato e per il partito islamico. Il direttore di una nota clinica di bellezza del Cairo - dopo aver letto sui giornali quanto accaduto a al-Balkimy, ha rivelato al procuratore i reali motivi di quei vistosi bendaggi: il deputato si sarebbe sottoposto ad un intervento chirurgico di rinoplastica dentro la clinica poche ore prima della presunta aggressione. Terminato l'intervento, avrebbe poi insistito per andarsene in giornata senza fermarsi per un paio di giorni, senza dunque l'autorizzazione dell'ospedale.
«BUGIARDO» - Il Partito del “NOUR” ha in un primo momento preso le difese di al-Balkimy, che oltretutto porta il titolo onorifico di «sceicco». Ciononostante, dopo che si è scoperto che il pìo fratello musulmano con la lunga barba e l’evidente bernoccolo della preghiera sulla fronte aveva in realtà compiuto qualcosa di «haram», cioè vietato perché ritenuto «impuro» dal punto di vista religioso, le cose sono cambiate di colpo. Un portavoce del partito ha detto al sito web del quotidiano Al-Masry Al-Yom che «ogni parlamentare del Partito della luce che si comporta con disonore, è soggetto alle stesse conseguenze riservate a al-Balkimy». Anwar al-Balkimy è stato cacciato con l'accusa di «essere un bugiardo».
Elmar Burchia

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